procedimento
Sarda di Montisola

Conosciuta localmente come “sardina” per la sua particolare forma, simile a quella del noto pesce marino, è in realtà un agone (sin. Alosa fallax lacustris). La pesca si pratica tutto l’anno, tranne nei mesi della riproduzione (tra maggio e giugno), ma raggiunge il culmine da novembre a marzo. Dopo la pesca le sardine sono lavate in acqua corrente e lasciate per almeno 48 ore sotto sale; successivamente, sono poste a essiccare al sole e all’aria del lago su tradizionali strutture in legno, gli archèc. Dopo questa operazione si ricoprono di olio extravergine d’oliva, processo che le arricchisce di omega-3, e lasciate a maturare per alcuni mesi. Al momento della consumazione sono condite con olio, prezzemolo e aglio e servite con polenta: il piatto più tradizionale del lago, dal sapore intenso e particolare.

  • Nomenclatura: Alosa agone, sin. Alosa fallax lacustris
  • Periodo di pesca: tutto l’anno ad eccezione del periodo di riproduzione (maggio e giugno)
  • Preparazione: lavaggio in acqua corrente, salatura e successiva essiccazione all’aria. Maturazione in olio d’oliva (da alcuni mesi fino a due anni).
  • Servizio e abbinamenti: le sarde vengono condite con olio, prezzemolo e aglio e servite tradizionalmente con polenta abbrustolita.